#03 - Strumento, disciplina scientifica e descrizione storica
Il tessuto dei blue jeans, tipicamente il denim, ha una storia affascinante nell'ambito della tessitoria e delle colorazioni chimiche. Il materiale è composto di cotone e si tratta di una sargia, una stoffa leggera d'importazione francese, usata tra il Medioevo e il Rinascimento per cortinaggi e tende. originariamente la tessitura della sargia era realizzata con un ordito in lino e trama in cotone, ma oggi è interamente in cotone.
La tessitura in diagonale lo rende molto robusto e adatto ad indumenti da lavoro. Il nome "denim" deriva direttamente dall'espressione "de Nimes", ovvero "della città di Nimes", che in concorrenza con la città di Chieri, produceva sin dal XV secolo un fustagno molto robusto tinto con il guado.
La differenza tra il fustagno e il denim sta nel colore dell'ordito: nel fustagno trama e ordito sono dello stesso colore, mentre nel denim l'ordito è bianco o écru, e la trama è blu. Il denim ha un'armatura con saia a tre (2:1), intreccio con nervature oblique date dallo scarto delle legature (una legatura è il passaggio di un filo di trama sotto un filo di ordito). Dà come risultato una diagonale e necessita di tre licci.
Può subire trattamenti di finissaggio per modificarne l'aspetto estetico. La produzione del denim è molto dispendiosa in termini di impronta idrica: per un solo paio possono servire fino a 10 mila litri d'acqua, senza contare l'utilizzo massivo di coloranti di sintesi non biologici.
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