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#10 - Nella letteratura

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Il titolo originale di questo romanzo di Ann Brasheres è The Sisterhood of the Travelling Pants. Fu pubblicato per la prima volta nel 2001 come romanzo per ragazzi. Il romanzo, in italiano "Quattro amiche e un paio di jeans", narra la storia di quattro inseparabili amiche sedicenni che per la prima volta si ritrovano a dover passare l'estate in luoghi diversi. Sono però unite dall'affetto e da un paio di pantaloni "magici": jeans comprati in un negozio dell'usato che per miracolo vanno bene a tutte e quattro le ragazze, rendendole bellissime e sicure di sé. Decidono quindi di indossarli a turno, una settimana per una, fino a che non si rivedranno alla fine dell'estate. Inaugurano la stagione calda nella palestra "Gilda" di Bethesda, a Washington D.C. Quello è infatti il luogo dove le loro madri si sono conosciute ed hanno fatto insieme il corso pre-parto, il luogo dove è iniziato tutto per "le settembrine" (le quattro amiche, tutt...

#09 - Amici e collaboratori

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1. Jacob David , un sarto Ebreo originario della Latvia, trasferitosi in Nevada iniziò ad acquistare regolarmente il tessuto presso la Levi Strauss and Co., rinforzando le tasche con rivetti di ottone. Davis voleva brevettare la sua invenzione, ma gli mancavano i soldi necessari. Scrisse una lettera a Strauss nel Luglio 1872 spiegando la sua idea, come menzionato nel libro "Everyone wears his name: a biography of Levi Strauss":  "Il segreto dei pantaloni è nei rivetti che metto sulle tasche, e ne ho una richiesta così forte che non riesco a produrne abbastanza velocemente. I miei vicini stanno iniziando a ingelosirsi e se non li faccio brevettare presto diventerà un'idea di pubblico dominio. Li faranno tutti e non ci guadagnerò più nulla. Perciò signor Strauss, vorrei proporle di rivendicare il brevetto in mio nome, dato che ne sono l'inventore." Nell'agosto del 1872 Strauss e Davis fecero domanda per il brevetto, che venne loro concesso il 20 Maggio 187...

#08 - Nei fumetti

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  Esiste un intero fumetto scritto da Nathan Olson e illustrato da Dave Hoover, Ketih Williams e Charles Barnett III, che narra la nascita stessa del blue jeans, intitolato: “Levi Strauss and Blue Jeans”. È stato pubblicato da Capstone Pr Inc il 25 luglio del 2006 in lingua inglese. https://www.amazon.it/Levi-Strauss-Blue-Jeans-Miller/dp/0736864849 Un secondo fumetto con una storia con protagonisti i blue jeans è “Captain Erik: Sangue sui blue-jeans”, edito su Il Giornalino n° 3 del 18 gennaio 1976.  La trama: “L’”adventurer” naviga nella laguna Dos Patos con un carico di blue-jeans da consegnare a Mr. Dos Santos, un ricco commerciante di Porto Alegre”.  https://corrierino-giornalino.blogspot.com/2012/01/sangue-sui-blue-jeans.html

#07 - Narrazione cinematografica

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La cantante statunitense Lana del Rey ha pubblicato, per il suo singolo Blue Jeans, un video musicale. In questo video i jeans vengono idealizzati come capo per eccellenza della mascolinità ideale. "Blue jeans, white shirt, walked into the room, you know you made my eyes burn" recita il primo verso, che si traduce in "blue jeans, t-shirt bianca, appena sei entrato nella stanza mi hai fatto bruciare gli occhi". La cantate idealizza la sua bellezza, esaltata dal fascino senza tempo del suo outfit. Nella canzone viene descritto poi un uomo tormentato, bello e dannato, con problemi con la legge e un passato alle spalle: l'ex-fidanzato viene paragonato a James Dean. La relazione era adorazione e venerazione, ma presto il lato del "cattivo ragazzo" si rivela e quest'ultimo finisce in un giro di soldi e droga, lasciandola da sola.  Nonostante tutto, la canzone è ancora una volta una dichiarazione d'amore per lui, ricordandogli che lei comunque lo amer...

#06 - Il Francobollo

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Sono rari gli esempi di francobolli in cui figurano i blue jeans, ma se ne può trovare un caso in questo francobollo del 16 Maggio 2012, stampato a Richmond, in Virginia, USA. Vengono raffigurati dei blue jeans sullo sfondo e un coltellino svizzero multiuso in primo piano, probabilmente come richiamo iconografico alla classe operaia e ai suoi simboli.  Sono riuscita a recuperare un secondo esempio in questo francobollo  canadese del 1985, creato in occasione dell'Anno Internazionale della Gioventù. Mostra un graffito a forma di cuore trafitto da una freccia, sullo sfondo la tasca di un paio di jeans, utilizzati come simbolo universale degli adolescenti. I blue jeans infatti, fino a una ventina di anni fa, venivano considerati come capo informale/sportivo, e non venivano indossati in occasioni formali o lavorative, soprattutto dalle generazioni più mature.

#05 - Libri e bibliografia storica

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Libri :  Narell, Irena,   Our City: The Jews of San Francisco,   Howell-North Books, 198 1 Henry, Sondra and Emily Taitz,  Everyone Wears His Name: a Biography of Levi Strauss,  Dillon Press, 1990. Weidt, Maryann N.,   Mr. Blue Jeans: A Story About Levi Strauss,   Carolrhoda Books, Inc., 1990. (Taitz 1990) Henry, Sondra and Emily Taitz,  Everyone Wears His Name: a Biography of Levi Strauss,  Dillon (Volli 1991) Ugo Volli,  Jeans , Ed. Lupetti & Co., 1991. (Caterina Garotti 1995) Roberto Caterina e Pier Luigi Garotti,   Blue-Jeans: storia e vicissitudini di un mito collettivo ; in  Moda Relazioni sociali e comunicazione , Ed. Zanichelli, 1995. (Moltani 2005) Claudio Moltani,  Guida essenziale al Denim , Ed. Quine, 2005. (Guerrini 2009) Remo Guerrini,  Bleu de G ê nes , Ed. Mursia,  2009. ( Cataldi Gallo 2005) Marzia Cataldi Gallo, Jeans per caso, in Jeans! Le origini, il mito americano, il made in Italy ,...

#04 - Principio fisico di funzionamento

Come vengono fatti i jeans? Il processo di produzione dei jeans ad oggi è certamente uno dei più dispendiosi in termini di impronta idrica e consumo di CO2.  Un paio di jeans Levi’s® 501 produce 33,4 kg CO 2eq  durante tutta la sua durata di vita. Poco più di un terzo di queste emissioni proviene dalla produzione di fibre e tessuti, mentre un altro 8% proviene dal taglio, cucito e rifinitura dei jeans. L’imballaggio, il trasporto e la vendita al dettaglio rappresentano il 16% delle emissioni mentre il restante 40% proviene dall’uso dei consumatori – principalmente dal lavaggio dei jeans – e dallo smaltimento in discarica.  Vediamo come funziona. Il tessuto di jeans è fatto di fibre di cotone, il quale è molto spesso una coltura inquinante a causa dell'uso di pesticidi, fertilizzandi, e per il dispendio idrico richiesto. Per un chilo di cotone vengono utilizzati più di 25 mila litri di acqua, con conseguente alterazione dei fiumi e salificazione del suolo.  Nessun'alt...