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#08 - Nei fumetti

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  Esiste un intero fumetto scritto da Nathan Olson e illustrato da Dave Hoover, Ketih Williams e Charles Barnett III, che narra la nascita stessa del blue jeans, intitolato: “Levi Strauss and Blue Jeans”. È stato pubblicato da Capstone Pr Inc il 25 luglio del 2006 in lingua inglese. https://www.amazon.it/Levi-Strauss-Blue-Jeans-Miller/dp/0736864849 Un secondo fumetto con una storia con protagonisti i blue jeans è “Captain Erik: Sangue sui blue-jeans”, edito su Il Giornalino n° 3 del 18 gennaio 1976.  La trama: “L’”adventurer” naviga nella laguna Dos Patos con un carico di blue-jeans da consegnare a Mr. Dos Santos, un ricco commerciante di Porto Alegre”.  https://corrierino-giornalino.blogspot.com/2012/01/sangue-sui-blue-jeans.html

#07 - Narrazione cinematografica

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La cantante statunitense Lana del Rey ha pubblicato, per il suo singolo Blue Jeans, un video musicale. In questo video i jeans vengono idealizzati come capo per eccellenza della mascolinità ideale. "Blue jeans, white shirt, walked into the room, you know you made my eyes burn" recita il primo verso, che si traduce in "blue jeans, t-shirt bianca, appena sei entrato nella stanza mi hai fatto bruciare gli occhi". La cantate idealizza la sua bellezza, esaltata dal fascino senza tempo del suo outfit. Nella canzone viene descritto poi un uomo tormentato, bello e dannato, con problemi con la legge e un passato alle spalle: l'ex-fidanzato viene paragonato a James Dean. La relazione era adorazione e venerazione, ma presto il lato del "cattivo ragazzo" si rivela e quest'ultimo finisce in un giro di soldi e droga, lasciandola da sola.  Nonostante tutto, la canzone è ancora una volta una dichiarazione d'amore per lui, ricordandogli che lei comunque lo amer...

#06 - Il Francobollo

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Sono rari gli esempi di francobolli in cui figurano i blue jeans, ma se ne può trovare un caso in questo francobollo del 16 Maggio 2012, stampato a Richmond, in Virginia, USA. Vengono raffigurati dei blue jeans sullo sfondo e un coltellino svizzero multiuso in primo piano, probabilmente come richiamo iconografico alla classe operaia e ai suoi simboli.  Sono riuscita a recuperare un secondo esempio in questo francobollo  canadese del 1985, creato in occasione dell'Anno Internazionale della Gioventù. Mostra un graffito a forma di cuore trafitto da una freccia, sullo sfondo la tasca di un paio di jeans, utilizzati come simbolo universale degli adolescenti. I blue jeans infatti, fino a una ventina di anni fa, venivano considerati come capo informale/sportivo, e non venivano indossati in occasioni formali o lavorative, soprattutto dalle generazioni più mature.

#05 - Libri e bibliografia storica

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Libri :  Narell, Irena,   Our City: The Jews of San Francisco,   Howell-North Books, 198 1 Henry, Sondra and Emily Taitz,  Everyone Wears His Name: a Biography of Levi Strauss,  Dillon Press, 1990. Weidt, Maryann N.,   Mr. Blue Jeans: A Story About Levi Strauss,   Carolrhoda Books, Inc., 1990. (Taitz 1990) Henry, Sondra and Emily Taitz,  Everyone Wears His Name: a Biography of Levi Strauss,  Dillon (Volli 1991) Ugo Volli,  Jeans , Ed. Lupetti & Co., 1991. (Caterina Garotti 1995) Roberto Caterina e Pier Luigi Garotti,   Blue-Jeans: storia e vicissitudini di un mito collettivo ; in  Moda Relazioni sociali e comunicazione , Ed. Zanichelli, 1995. (Moltani 2005) Claudio Moltani,  Guida essenziale al Denim , Ed. Quine, 2005. (Guerrini 2009) Remo Guerrini,  Bleu de G ê nes , Ed. Mursia,  2009. ( Cataldi Gallo 2005) Marzia Cataldi Gallo, Jeans per caso, in Jeans! Le origini, il mito americano, il made in Italy ,...

#04 - Principio fisico di funzionamento

Come vengono fatti i jeans? Il processo di produzione dei jeans ad oggi è certamente uno dei più dispendiosi in termini di impronta idrica e consumo di CO2.  Un paio di jeans Levi’s® 501 produce 33,4 kg CO 2eq  durante tutta la sua durata di vita. Poco più di un terzo di queste emissioni proviene dalla produzione di fibre e tessuti, mentre un altro 8% proviene dal taglio, cucito e rifinitura dei jeans. L’imballaggio, il trasporto e la vendita al dettaglio rappresentano il 16% delle emissioni mentre il restante 40% proviene dall’uso dei consumatori – principalmente dal lavaggio dei jeans – e dallo smaltimento in discarica.  Vediamo come funziona. Il tessuto di jeans è fatto di fibre di cotone, il quale è molto spesso una coltura inquinante a causa dell'uso di pesticidi, fertilizzandi, e per il dispendio idrico richiesto. Per un chilo di cotone vengono utilizzati più di 25 mila litri di acqua, con conseguente alterazione dei fiumi e salificazione del suolo.  Nessun'alt...

#03 - Strumento, disciplina scientifica e descrizione storica

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Il tessuto dei blue jeans, tipicamente il  denim , ha una storia affascinante nell'ambito della tessitoria e delle colorazioni chimiche. Il materiale è composto di cotone e si tratta di una sargia, una stoffa leggera d'importazione francese, usata tra il Medioevo e il Rinascimento per cortinaggi e tende. originariamente la tessitura della sargia era realizzata con un ordito in lino e trama in cotone, ma oggi è interamente in cotone.  La tessitura in diagonale lo rende molto robusto e adatto ad indumenti da lavoro. Il nome "denim" deriva direttamente dall'espressione "de Nimes", ovvero "della città di Nimes", che in concorrenza con la città di Chieri, produceva sin dal XV secolo un fustagno molto robusto tinto con il  guado . La differenza tra il fustagno e il denim sta nel colore dell'ordito: nel fustagno trama e ordito sono dello stesso colore, mentre nel denim l'ordito è bianco o écru, e la trama è blu.  Il denim ha un'armatura  c...

#02 - Definizione ed etimologia

Con il termine   jeans   ci si riferisce a un taglio/modello di pantaloni con i caratteristici rivetti di rame o di metallo, un bottone centrale metallico, e cinque tasche, di cui le posteriori cucite sopra la stoffa del corpo dei pantaloni, con l'etichetta (detta  salpa)  inserita nella parte posteriore esterna in alto a destra. L'etimologia italiana risalirebbe all'espressione francese  blue de G ê nes , "blu di Genova". Pare infatti che il termine derivi dall'antico nome francese della città di Genova:  Jeane  o  Jannes.  Nonostante si tratti di un termine universalmente noto oramai e sia parte integrante di ogni cultura, è sorprendente notare la diversità delle denominazioni che alcune lingue affiancano al sempre valido "blue jeans". In spagnolo, per esempio, vengono chiamati  vaqueros,  in catalano  texans,  in afrikaans,  denimbroek,  in olandese,  spijkerbroek.